Dal 1° gennaio 2025 l’Italia ha aggiornato la classificazione ATECO 2025 allineandola alla nuova NACE europea. La novità che ha acceso il dibattito: nella descrizione europea del codice 96.99 compaiono in modo esplicito anche i “servizi sessuali” e l’“organizzazione di eventi di prostituzione”. Istat però ha chiarito che l’implementazione nazionale riguarda solo attività legali; tra gli esempi del sottocodice 96.99.92 cita “agenzie matrimoniali e speed dating” (quindi non bordelli o sfruttamento). Resta invece la possibilità — in concreto — di aprire partita IVA e regolarizzare redditi individuali laddove l’attività rientri nel perimetro legale (prostituzione individuale non è reato; sono reati sfruttamento e favoreggiamento). (Istat, Reuters)
Il potenziale gettito per lo Stato (Italia)
La base numerica esiste: secondo l’ultimo rapporto Istat sull’“economia non osservata” (2019-2022), nel 2022 i consumi finali legati alla prostituzione valgono 4,7 mld € e il valore aggiunto circa 4,0 mld €. Sono stime contabili per attività in larga parte illegali/sommerse, ma danno un ordine di grandezza utile per scenari di emersione. (Istat)
Scenari di gettito, con assunzioni esplicite
- Scenario prudente: emerge il 20% della spesa (≈ 0,94 mld € di fatturato dichiarato). Ipotizzando metà dei contribuenti in regime forfettario (niente IVA; flat tax 15% sul reddito forfettario) e metà in ordinario (IVA ordinaria 22%), l’IVA potenziale è ≈ 0,10 mld € (0,94 × 0,5 × 22%). A questa si sommano imposte dirette e contributi (dipendono da margini/coefficiente di redditività e aliquote effettive): l’ordine di grandezza complessivo diventa 0,2–0,3 mld €.
- Scenario intermedio: emersione 30% (≈ 1,41 mld €). Con le stesse ipotesi, IVA ≈ 0,16 mld € e gettito totale 0,3–0,6 mld €.
- Scenario ambizioso: emersione 40% (≈ 1,88 mld €). IVA ≈ 0,21 mld €; gettito complessivo 0,4–0,8 mld €.
Nota: gli importi su IRPEF/flat tax e contributi variano in funzione del regime fiscale scelto, dei coefficienti di redditività del forfettario e dei margini effettivi. L’aliquota IVA ordinaria in Italia è il 22%; il forfettario (soglia 85.000 €) prevede imposta sostitutiva 15% (5% start-up) e no IVA in fattura. (Agenzia Entrate)
Perché gli ordini di grandezza contano
Anche nel caso prudente, parliamo di alcune centinaia di milioni l’anno: non cambiano i conti pubblici, ma stabilizzano entrate oggi non tracciate, migliorano compliance e riducono spazi di riciclaggio.
I vantaggi concreti per le/i professionisti
- Tracciabilità e minori rischi fiscali: fatture, registri, posizioni contributive regolari.
- Accesso al credito: redditi dichiarati aiutano per mutui/prestiti.
- Contributi pensionistici: iscrizione alla gestione INPS pertinente.
- Professionalizzazione dell’ecosistema: consulenza fiscale, tutela legale, sicurezza, canali digitali.
Resta un nodo: il pacchetto di tutele sociali (malattia, maternità, infortuni) non è specifico per il sex work e richiede interventi ad hoc; il quadro penale (Merlin) non cambia: resta vietato sfruttamento/favoreggiamento e ogni forma di organizzazione di bordelli. (Istat)
L’impatto sociale della “normalizzazione
Confronto UE: Italia, Germania, Olanda
| Paese | Status legale | Obblighi/registri | Imposte principali | Note su gettito |
| Italia | Prostituzione individuale non è reato; illegali sfruttamento/favoreggiamento. ATECO 2025 recepisce NACE, ma a livello nazionale si applica solo ad attività legali (es. 96.99.92: agenzie matrimoniali/speed dating). | Partita IVA possibile entro perimetro legale; scelta tra forfettario (≤85k) e ordinario. | IVA 22% (solo in ordinario), imposta sostitutiva 15%/5% in forfettario, IRPEF ordinaria altrimenti; contributi INPS. | Stima Istat: 4,7 mld € di consumi (2022). Emersione 20-40% → 0,2–0,8 mld €/anno tra IVA+imposte+contributi (scenario). (Istat, Agenzia Entrate) |
| Germania | Sex work legale e regolato; dal 2017 Prostituiertenschutzgesetz: registrazione, counselling sanitario, documenti. | Obbligo di registrazione presso autorità designate; requisiti igienico-sanitari e di licenza per gli esercizi. | IVA 19% (salvo Kleinunternehmer), imposte sul reddito; in molte città Vergnügungssteuer aggiuntiva (es. Colonia: 6 € al giorno per sex worker; 3 €/10 m² per club/eventi). | Gettito frammentato tra IVA/IRPEF e imposte municipali; modello noto per alta compliance relativa. (service.berlin.de, Deutscher Bundestag, stadt-koeln.de) |
| Paesi Bassi | Bordelli legali dal 2000 (revoca del divieto), sex work trattato come lavoro sotto diritto del lavoro e licenze locali. | Imprese e autonomi: iscrizione KvK, licenze municipali per escort/club, controlli locali. | IVA 21% (aliquota standard, salvo eccezioni), imposte sul reddito. Info ufficiali: imprenditori del settore devono presentare btw e inkomstenbelasting. | Focus su regolazione locale (permessi, zone) + tassazione standard, obiettivo: sicurezza e riduzione del sommerso. (publikationen.uni-tuebingen.de, government.nl, ondernemersplein.overheid.nl) |
Che cosa ci dice il confronto
- Chiarezza regolatoria = più gettito: Germania e Olanda mostrano che un quadro esplicito (registri, licenze, igiene, ispezioni) aumenta l’emersione e stabilizza entrate (IVA + imposte dirette + eventuali tributi locali). (service.berlin.de, ondernemersplein.overheid.nl)
- Italia: il passo statistico-fiscale (ATECO 2025) è utile, ma va accompagnato da linee applicative uniformi (Camere di Commercio/Agenzia Entrate) e tutele sociali mirate. In assenza di un quadro operativo omogeneo, l’emersione rischia di restare parziale. (Istat)
Cosa cambia davvero per le/i professionisti in Italia (check-list pratica)
- Verificare che l’attività rientri nel perimetro legale (nessun profilo organizzativo/sfruttamento).
- Valutare apertura partita IVA e regime: forfettario (≤85k, 15%/5%, no IVA) vs ordinario (IVA 22% con detrazioni), con un commercialista. (Agenzia Entrate)
- Predisporre privacy e sicurezza (pagamenti, contratti, policy), e coperture assicurative private in attesa di tutele dedicate.
- Monitorare eventuali prassi locali (Camere di Commercio) e aggiornamenti normativi.
Conclusione
Il gettito potenziale non è marginale (centinaia di milioni l’anno in scenari realistici), ma dipende da chiarezza applicativa e tutele: senza questi due pilastri, l’emersione resta limitata. Il confronto con Germania e Olanda mostra che regole chiare + tassazione standard fanno bene sia allo Stato sia a chi lavora, con benefici indiretti su salute pubblica e sicurezza.
Riepilogo fonti
Fonti principali
- Istat – Nota su ATECO 2025 e limiti alle sole attività legali; esempi per 96.99.92. (Istat)
- Reuters – “Italy’s sex workers get business code…”, 11 aprile 2025. (Reuters)
- Istat – Economia non osservata 2019-2022: prostituzione 4,7 mld € (consumi) e 4,0 mld € (valore aggiunto) nel 2022. (Istat)
- Agenzia delle Entrate – Aliquota IVA 22%; Regime forfettario soglia 85.000 €. (Agenzia Entrate)
- Germania – ProstSchG (registrazione/consulenza sanitaria); IVA 19% (salvo Kleinunternehmer); Vergnügungssteuer (es. Colonia: 6 €/giorno per sex worker). (service.berlin.de, Deutscher Bundestag, stadt-koeln.de)
- Paesi Bassi – Revoca divieto bordelli (2000); IVA 21%; obbligo di iscrizione KvK e dichiarazioni btw/inkomstenbelasting. (publikationen.uni-tuebingen.de, government.nl, ondernemersplein.overheid.nl)