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Giornata mondiale del benessere sessuale: il vero tabù degli italiani? Dire al partner cosa desiderano

da Redazione
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I dati dell’Osservatorio Insights by Escort Advisor fotografano fantasie e desideri degli italiani: dalla voglia di sperimentare alla ricerca di complicità e coinvolgimento. Ma molte fantasie restano fuori dalla coppia. E l’escort Taylor B lancia una provocazione: “Più che escort, vorrei essere considerata una coach sessuale”.

Sesso orale, 69, cunnilingus, sesso anale, fantasie fetish. Ma anche baci, coccole, conversazioni e complicità. Gli italiani sotto le lenzuola sembrano avere le idee piuttosto chiare su ciò che desiderano. Molto meno semplice, invece, sarebbe riuscire a raccontarlo al proprio partner.

In occasione della Giornata mondiale del benessere sessuale, che si celebra il 4 settembre, Escort Advisor accende i riflettori su quello che potrebbe essere uno dei grandi paradossi della sessualità contemporanea: siamo sempre più curiosi e desiderosi di sperimentare, ma ancora poco liberi di parlare apertamente delle nostre fantasie nella coppia.


A suggerirlo sono i dati dell’Osservatorio Insights by Escort Advisor, che ha analizzato le parole e le sigle più utilizzate dagli utenti nelle oltre 125.000 recensioni pubblicate nel 2025 sul celebre sito di recensioni di escort (alla nascita della piattaforma a oggi, le recensioni ricevute hanno superato quota un milione).

Desiderio e fantasie ci sono. Ma siamo capaci di raccontarle?

La fotografia che emerge dalle recensioni parla di una sessualità in cui convivono pratiche più tradizionali e desiderio di sperimentazione.

In cima alla classifica compare il BJ (Blow Job), con 322.895 citazioni, seguito da RAI1, sigla utilizzata nel gergo del settore per indicare il rapporto sessuale completo, con 133.784 menzioni.
Sul podio c’è anche il 69, con 87.908 citazioni, mentre DATY (Dining At The Y), termine utilizzato per indicare il cunnilingus, raggiunge 85.958 menzioni.
Seguono il French kissing (FK) con 41.268 citazioni, RAI2, utilizzato per indicare il rapporto anale, con 37.438, e COB (come on body), pratica fetish legata all’eiaculazione sul corpo, con 21.574 menzioni.

Numeri che raccontano curiosità e voglia di esplorare il piacere, ma che acquistano un significato diverso se letti attraverso l’esperienza quotidiana delle professioniste.

La provocazione di Taylor B: “Escort? Io vorrei essere considerata una coach sessuale”

Le testimonianze delle escort aprono una riflessione su un aspetto meno visibile dell’intimità contemporanea: per alcuni clienti, rivolgersi a una professionista non significherebbe soltanto cercare una determinata prestazione, ma trovare uno spazio nel quale esprimere fantasie e curiosità sentendosi meno esposti al giudizio.

Taylor B, escort professionista, invita a guardare il proprio lavoro da una prospettiva differente: “Con l’esperienza che ho acquisito facendo questo lavoro e studiando i comportamenti delle persone mi considero una Sexual Coach. Parlare di sessualità oggi significa parlare di consapevolezza, educazione, desiderio, libertà e soprattutto della possibilità di vivere il proprio corpo senza vergogna e senza condizionamenti, pratiche sessuali comprese. Non si tratta di convincere qualcuno a fare qualcosa, ma di togliere quella cortina di mistero e di vergogna che spesso impedisce persino di fare domande. Una persona informata può dire sì, può dire no, può dire forse, può cambiare idea e può esprimere al proprio partner ciò che desidera. Questa, per me, è la differenza tra una sessualità semplicemente praticata e una sessualità consapevole”.

È partendo da queste considerazioni che Taylor B vorrebbe avviare una “TAYLOR B Experience”, un percorso nel quale la sessualità possa essere raccontata, spiegata e vissuta attraverso la consapevolezza, non attraverso la vergogna. “E penso soprattutto alle donne. Ci sono donne che arrivano alla vita di coppia portandosi dietro anni di educazione basata sul “non si fa”, “non si dice”, “non è da signora”, “devi avere dei limiti”. Donne che amano il proprio compagno o il proprio marito, ma che sotto le lenzuola non riescono a lasciarsi andare completamente perché hanno interiorizzato tabù, sensi di colpa, paure e convinzioni morali che spesso non appartengono più alla persona che sono diventate. Io non penso che una donna debba essere spinta a fare qualcosa che non desidera. Al contrario, credo che la vera libertà sessuale inizi proprio dalla possibilità di scegliere. Conoscere il proprio corpo, capire il proprio desiderio, imparare a comunicare con il partner, conoscere pratiche e linguaggi della sessualità significa avere più strumenti per decidere cosa ci piace e cosa invece non fa per noi”.

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