Dalla strada agli annunci digitali e agli incontri indoor: il mercato del sesso a pagamento sta cambiando luoghi e modalità. I dati di Venezia mostrano concretamente questa trasformazione, con il calo dei verbali su strada e una presenza online che resta forte e segue i picchi della domanda stagionale.

La prostituzione non è più necessariamente quella visibile agli angoli delle strade. Internet, smartphone, annunci online e messaggistica hanno progressivamente modificato il modo in cui domanda e offerta si incontrano, spostando una parte del fenomeno dagli spazi pubblici a quelli digitali e, successivamente, agli incontri indoor.

Una trasformazione iniziata da tempo e che oggi rende più difficile misurare il fenomeno osservando esclusivamente ciò che accade in strada. Meno persone visibili negli spazi pubblici, infatti, non significa necessariamente meno offerta o meno domanda.

Per chi esercita autonomamente il sex work, il digitale può inoltre modificare l’organizzazione dell’attività: il contatto avviene prima dell’incontro, con maggiori possibilità di gestire tempi, luoghi e comunicazioni e con una minore esposizione nello spazio pubblico.

Il caso Venezia: i verbali su strada crollano del 56%

Venezia offre un caso interessante per osservare questa trasformazione attraverso i numeri.

Secondo i dati della Polizia Locale, ripresi da Il Gazzettino, i verbali legati al contrasto della prostituzione su strada sono passati da 284 nel 2023 a 206 nel 2024 (-27,5%), per scendere ulteriormente a 124 nel 2025 (-39,8%).

In appena due anni la riduzione complessiva è quindi di circa il 56%.

Un dato positivo sul fronte del controllo del territorio e del contrasto alle situazioni di criminalità e sfruttamento legate alla strada. Ma cosa succede, nello stesso periodo, online?

Meno strada, ma l’offerta online non arretra

I dati dell’Osservatorio EA Insights, basati sugli annunci di escort indicizzati dal motore di Escort Advisor, mostrano una dinamica molto diversa.

Proprio nel 2025, mentre i verbali sulla strada registrano una forte diminuzione, a giugno gli annunci attivi di escort rilevati a Venezia aumentano del 38,6% rispetto allo stesso mese del 2024.

I due indicatori misurano fenomeni differenti e non permettono di affermare che le stesse persone abbiano semplicemente abbandonato la strada per trasferirsi online.

Il dato interessante è un altro: alla diminuzione della prostituzione intercettata in strada non corrisponde una diminuzione analoga della presenza rilevata online.

La strada perde centralità, mentre annunci digitali, contatti via smartphone e incontri in ambienti privati assumono un peso crescente.

L’effetto estate: i picchi tra giugno e luglio

C’è poi un secondo elemento che emerge dai dati EA Insights: la stagionalità.

Nel 2024 le presenze di escort crescono già del 27,7% tra gennaio e febbraio, per raggiungere il massimo annuale a luglio.

Nel 2025 il picco arriva a giugno, con un incremento del 38,6% rispetto allo stesso mese del 2024.

La dinamica prosegue nel 2026: aprile registra un +17% rispetto ad aprile 2025, mentre tra maggio e giugno le presenze aumentano del 23,8%. Il massimo viene raggiunto nuovamente a luglio.

Tre anni consecutivi con i valori massimi concentrati tra giugno e luglio evidenziano una forte componente stagionale, compatibile con l’aumento della domanda e della mobilità durante il periodo di maggiore afflusso turistico.

Il settore non scompare, cambia il luogo dell’incontro

Il “caso Venezia” racconta quindi qualcosa che va oltre la città. Da un lato, la prostituzione visibile in strada diminuisce fortemente. Dall’altro, gli indicatori online mostrano un’offerta ancora attiva, capace di crescere nei periodi trainati dal turismo.

Il punto di incontro tra domanda e offerta si sta progressivamente spostando dallo spazio fisico della strada a quello digitale, come ad esempio escort-advisor.net. Venezia ne offre una fotografia particolarmente chiara.