Quante escort ci sono in Europa? Italia tra le prime 5

L’Italia con le sue circa 120.000 escort è nella top 5 tra i Paesi Europei. Germania e Spagna ne hanno 400.000 e hanno più diritti.

Non è facile ottenere il numero preciso di escort che lavorano in Europa. Il motivo principale è la mancanza di una legislazione che regolamenti il settore e quindi contare quante siano le operatrici del sesso è difficile. Non a caso, i dati più completi sono quelli di Germania, Spagna, Turchia e altri stati che hanno delle Camere di Commercio e sindacati dedicati. In Italia, invece, abbiamo una stima delle escort grazie al sito Escort Advisor che fa da hub per la categoria.

In Spagna, quasi una escort per cittadino

Germania e Spagna sono gli Stati Europei che hanno il maggior numero di escort. Sono 400.000 le sex workers presenti nei due Paesi, i quali, oltre ad una legislazione che regolamenta retribuzione e tutela la salute, hanno dei sindacati dedicati. Segue la Turchia con 145.000 escort, che beneficiano di una Camera di Commercio di categoria. L’Italia è quarta con 120.000 escort, dove la prostituzione è legale ma non regolamentata. Sotto quota cento ci sono l’Ucraina con 50.000, la Francia con 30.000, il Portogallo con 28.000, mentre i liberali Paesi Bassi ne contano 25.000.

Se calcoliamo il numero di escort sulla popolazione residente in ogni stato la classifica cambia. Resta al primo posto la Spagna con lo 0,86% di escort per ogni cittadino; poi più distante c’è la Germania con 0,48%. Tra le prime 10 nazioni ci sono Stati che nella classifica dei numeri assoluti non c’erano: Moldavia con lo 0,45%, Kosovo con lo 0,27%, Svizzera e Bielorussia con lo 0,23% e il piccolo Lussemburgo dove le 300 escort presenti corrispondono allo 0,21%. Al decimo posto c’è l’Italia con lo 0,20%.

Escort e sex workers: cos’è lecito in Europa?

Come detto, il problema nel calcolare quante siano le escort che lavorano in un Paese è dovuto alla mancanza sia di una regolamentazione sia di enti che tutelino il lavoro delle sex workers.

Abbiamo osservato, e riassunto nelle mappe qui di seguito, qual è la situazione legislativa in merito a: prostituzione, pagamento per servizi sessuali e case chiuse. Per quanto riguarda lo sfruttamento e l’istigazione sono due pratiche ritenute reato in tutti gli Stati Europei.

La prima mappa mostra dove la prostituzione è ritenuta legale, legale e regolamentata o illegale.

In Italia la prostituzione è legale, ma non esiste una legislazione tale da poter regolamentare il settore con contratti, riconoscimento del libero professionismo, sindacati, previdenza sociale. Esistono solo associazioni che liberamente portano avanti la battaglia per i diritti delle sex workers e per il riconoscimento professionale.

Le aree di colore nella mappa mostrano inoltre come ci sia un differente approccio alla prostituzione in base a quelle che sono le caratteristiche storiche e sociali dei Paesi.

Le Nazioni mittle-europee non solo ritengono la prostituzione legale ma si sono dotati anche di una legislazione che regolamenta il settore. È il caso di Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Austria, nazioni di tradizione protestante che hanno un approccio più liberale e soprattutto capitalistico nei confronti della prostituzione e di ogni aspetto sociale: in questi Paesi, le sex workers pagano le tasse. Si aggiungono poi Lettonia, Ungheria, Grecia e inaspettatamente la Turchia.

La maggior parte dei Paesi dell’ex Unione Sovietica, dove storicamente la prostituzione è sempre stata repressa, resta tutt’ora illegale. Stesso approccio in alcuni Paesi dell’ex Jugoslavia come Montenegro, Kosovo, Serbia e Croazia.

Nel resto d’Europa la prostituzione è legale e tollerata, ma non regolamentata.

Invece, pagare per servizi sessuali è reato solo in 5 Stati Europei: Francia, Repubblica d’Irlanda, Islanda, Norvegia, Svezia, Lituania.

Le case chiuse sono legali e permesse nelle stesse nazioni dove la prostituzione è regolamentata: Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Austria, Grecia, Turchia. Fanno eccezione Lettonia ed Ungheria.