Si è svolta presso l’Hotel dei Cavalieri di Milano la prima convention nazionale dedicata al codice ATECO 96.99.92, promossa da Escort Advisor, il primo sito di recensioni di escort in Europa con oltre 1 milioni di recensioni ricevute, fondato nel 2014 e oggi riconosciuto come osservatorio del settore e promotore di iniziative volte alla trasparenza, alla sicurezza e al riconoscimento dei diritti delle lavoratrici.
Il convegno ha rappresentato un appuntamento senza precedenti, trasmesso anche in diretta streaming, che ha riunito avvocati, commercialisti, psicologi, istituzioni e sex worker in un confronto aperto, moderato da Hoara Borselli, opinionista e editorialista de Il Giornale, per analizzare le implicazioni normative, fiscali e sociali del codice.
Un evento per fare chiarezza: dalla clandestinità alla regolamentazione
Il convegno ha avuto l’obiettivo di affrontare le “zone grigie” che ancora caratterizzano il sex work in Italia, partendo da un quesito centrale: è legale lavorare come escort in Italia? Come chiarito durante il dibattito a risposta è affermativa, in quanto la Legge Merlin del 1958 non vieta la prostituzione svolta da adulti consenzienti in forma autonoma, ma punisce severamente qualsiasi forma di sfruttamento.
Il nuovo codice ATECO 96.99.92 – “Servizi di incontro ed eventi simili” – non modifica il quadro penale, ma introduce una possibilità concreta per regolarizzare la propria posizione fiscale, aprire una partita IVA, dichiarare i redditi e accedere a strumenti finanziari e previdenziali finora inaccessibili.

Un passo verso il riconoscimento e la tutela
Secondo le stime, in Italia operano tra 75.000 e 120.000 sex worker, con un giro d’affari miliardario ancora in gran parte sommerso. Il codice ATECO 96.99.92 rappresenta un primo passo verso l’emersione fiscale e la legittimazione professionale. “Con questa iniziativa – spiega Escort Advisor – vogliamo portare alla luce le reali necessità delle professioniste del settore, informando sugli strumenti concreti per uscire dalla marginalità e accedere a diritti basilari come ogni altro lavoratore autonomo”.
I protagonisti del confronto
Ad aprire il dibattito la moderatrice Hoara Borselli, che ha invitato sul palco come primo ospite Donatella Zaccagnini Romito, ingegnere, imprenditrice, influencer ed escort professionista, che ha raccontato la sua personale esperienza e chiesto a gran voce una regolamentazione del settore e il riconoscimento della professione di escort, liberandola dallo stigma sociale e rivendicando la libertà delle donne di poter gestire il proprio corpo.

Ilia Comi, avvocato penalista con oltre vent’anni di esperienza nella tutela di chi subisce violenze e abusi afferma: “Il codice ATECO non regolamenta la prostituzione, ma offre uno strumento per emergere dal sommerso fiscale”.
Il dott. Vittorio Agnoletto, ex Parlamentare Europeo, ha raccontato il lavoro importante fatto durante la stesura del Manifesto delle Sex Workers, presentato al Parlamento Europeo nel 2005, ristampato e regalato a tutti i partecipanti. Lo stesso Agnoletto ha inoltre sottolineato l’estrema importanza della tutela della salute sia delle operatrici del settore che dei loro clienti.
Diana De Marchi, Presidente commissione pari opportunità e diritti civili dell’area metropolitana di Milano, ha confermato l’impegno delle istituzioni per dare supporto alle donne vittime di violenza ed ha esposto la difficoltà nell’intercettare le vittime del bisogno, causato dalla paura di esporsi per denunciare.

Il Sindacato PIN, Partite iva Nazionali, nella persona del presidente Cav. Antonio Sorrento, ha riacceso il dibattito sulla contraddizione del testo del codice ATECO e ribadito la petizione presentata in sesta Commissione in Senato per fare chiarezza. In chiusura il Dott. Aldo Gaviglio di Alleanza Assicurazioni ha esposto le possibilità economico finanziarie a cui possono accedere le lavoratrici del settore, se in regola da un punto di vista fiscale, per garantirsi un futuro e tutelare i loro risparmi.
Opportunità per cittadini extra-UE
La regolamentazione fiscale apre scenari anche su un altro fronte, spesso rimosso dal dibattito pubblico ma cruciale sul campo: l’immigrazione. Una parte significativa delle sex worker in Italia proviene da paesi extra-UE. Molte hanno lavorato con permessi turistici scaduti, in situazioni di irregolarità che le esponevano a sfruttamento e ricatti. Senza documenti, senza possibilità di emergere, senza alternativa se non rimanere nell’ombra.
L’avvocato Emanuele De Mitri ha illustrato come il codice ATECO consenta a cittadine extra-UE di richiedere permessi di soggiorno per lavoro autonomo, dimostrando un’attività economica lecita e dichiarata: “Si tratta di un canale legale che prima non esisteva e che permette di uscire dall’irregolarità”. Il percorso non è semplice – servono documenti, investimenti economici, tempi lunghi – ma ora è percorribile.
Nasce il Centro di tutela e prevenzione SexWork/SafeWork di Escort Advisor
Durante l’evento, Escort Advisor ha annunciato la creazione del Centro di tutela e prevenzione SexWork/SafeWork, un progetto innovativo in fase di attivazione entro il 2025, pensato per offrire un canale di emergenza attivo 24/7 per situazioni di pericolo o sfruttamento. Il nuovo servizio si affiancherà al già attivo “L’esperto risponde”, un team di consulenti professionisti a disposizione per una prima consulenza gratuita offerta da Escort Advisor in merito ad assistenza legale, supporto psicologico, orientamento fiscale.

Giovanni Del Bene, psicologo psicoterapeuta ed esperto di interventi su disagio sociale ed emarginazione, ha sottolineato: ”È importantissimo garantire alle lavoratrici del sesso gli stessi standard di sicurezza e supporto di qualsiasi altro lavoratore autonomo. Assistenza legale per orientarsi tra normative complesse, supporto psicologico per chi affronta stigma e discriminazione, orientamento fiscale per chi non sa da dove iniziare. E un servizio di segnalazione per situazioni di rischio o sfruttamento. La sicurezza non è un privilegio da conquistare ma un diritto che troppo spesso è stato negato”.
“Tutto questo ci porta a tre parole chiave dal punto di vista sociale e psicologico: libertà, sicurezza, rispetto della diversità. Dobbiamo tutti lavorare intorno a questi concetti” Giovanni Del Bene, psicologo e psicoterapeuta
Per approfondire
La registrazione integrale del convegno è disponibile sul sito ufficiale dell’evento www.ateco-969992.com



