Dalla libertà di scelta allo sfruttamento, dalla partita IVA alla prevenzione: testimonianze e posizioni contrapposte nella seconda edizione di ATECO 96.99.92, per la prima volta in TV.

Si può tassare qualcosa che non si vuole poi riconoscere come lavoro?». È la domanda con cui Alba Parietti ha aperto “ATECO 96.99.92 – Talk 2026: Il confronto continua”, promosso da Escort Advisor e trasmesso sabato 17 ottobre in diretta su Canale Italia. La seconda edizione dell’iniziativa ha portato in televisione un confronto sul sex work tra avvocati, professionisti, attiviste, giornalisti e lavoratrici sessuali: non per decretare chi abbia ragione, ma per mettere allo stesso tavolo voci che raramente dialogano.

Le contraddizioni tra fisco e tutele

Il primo nodo è stato quello normativo. L’avvocata penalista Ilia Comi ha ricordato che:

“Per le persone adulte non è reato né prostituirsi, né andare con una prostituta. Per la legge Merlin sono illegali le condotte parallele come sfruttamento e favoreggiamento. Personalmente ritengo che questa legge sia stato un tentativo utopico di eliminare la prostituzione punendo i comportamenti paralleli, senza regolamentare nulla”.

È la stessa Parietti a sottolineare come queste leggi abbiano “fatto più disastri che altro”.

L’avvocato civilista Christian Fragalà ha evidenziato l’assenza di una disciplina specifica:

“È un lavoro o no? L’equivoco nasce dal fatto dalla mancanza di una regolamentazione, io ritengo che sia una prestazione a cambio di un corrispettivo e quindi un lavoro vero e proprio, un accordo tra due parti”.

Fragalà ha richiamato il caso, riportato dalla cronaca, di una sex worker che ha emesso fattura per un accordo non saldato, ottenendo poi un’intesa da 3.000 euro, proprio grazie al fatto che aveva regolarizzato fiscalmente la propria posizione con il codice ATECO.

Il commercialista Cesare Beolchi ha spiegato come una lavoratrice autonoma del sex work possa aprire partita IVA con il codice ATECO 96.99.92, che identifica l’attività di accompagnatrice ed escort, fatturare e dichiarare i redditi.

“Perché le escort vogliono fare fattura? Banalmente per poter aprire un conto corrente, versare i soldi in banca, avere una carta di credito con cui spenderli, avere un permesso di soggiorno”.

Ma il dibattito ha mostrato anche gli ostacoli pratici nell’accesso ai servizi bancari, agli alloggi e alle tutele.

Libera scelta o sistema di sfruttamento?

Il confronto si è acceso quando l’avvocata Chiara Parolin ha sostenuto che la prostituzione si inserisca in un sistema di dominazione maschile:

“Siete vittime di un sistema patriarcale, è la forma di schiavitù più antica del mondo”.

Una posizione contestata dalle sex worker presenti. Donatella Zaccagnini Romito, ingegnere, influencer ed escort, in arte Luna Italiana, ha rivendicato un percorso scelto autonomamente e un lavoro gestito sempre partendo dalla propria volontà:

“Nessuno compra una persona. Se tu vai da un'accompagnatrice o da una escort, compri il suo tempo”.

Taylor B ha insistito sulla propria indipendenza nella gestione di appuntamenti, compensi e sicurezza:

“Inconsapevoli? Sfruttate? Tutt’altro! Sono una geisha moderna d’altro rango… Spesso i clienti vengono da noi per essere consolati, non è solo sesso, è una vera e propria essenza del dare e farli sentire a proprio agio”.

Moreno Pisto, direttore di MOW, ha richiamato il diritto alla libertà di scelta:

“C'è un diritto inalienabile alla base di qualsiasi cosa, per fortuna, che è la libertà di scelta. C'è la possibilità che una donna possa scegliere o non scegliere di fare la escort”.

Pisto ha poi invitato a immaginare “un mondo dove le donne possano esprimere liberamente la loro potenza sessuale, senza il pregiudizio maschile o femminile”, ribadendo così la centralità della libertà individuale nel dibattito sul sex work.

In collegamento, Luana Absoluta ha affrontato in concreto il cortocircuito che la mancanza di regolamentazione sta alimentando:

“Quello di cui stiamo discutendo grazie ad Escort Advisor avrebbe dovuto farlo lo Stato, invece io pago le tasse - sono stata una delle prime a richiedere una partita iva con Ateco 96.99.92 – registro regolarmente con pos i pagamenti e cosa ho ottenuto? Fatico a trovare location in affitto e hanno bloccato i miei conti correnti”.

Stigma, salute e prevenzione

Nella parte dedicata ai diritti, Pia Covre, presidente del Comitato per i Diritti delle Prostitute, ha ripercorso l’impegno per la tutela delle lavoratrici sessuali e per il contrasto alla tratta, fenomeno da affrontare senza confonderlo automaticamente con ogni forma di sex work.

“Sono 40 anni che chiediamo una revisione della legge Merlin, che discrimina ed emargina. Serve una regolamentazione morbida e un sistema serio di tutele. E poi bisogna iniziare a fare una distinzione dei lavori sessuali, ce ne sono tanti e diversi”.

La giornalista Eleonora Dragotto, che ha approfondito il tema del sex work con inchieste per Lucy sulla Cultura, Marie Claire e Today, ha riflettuto su una narrazione mediatica concentrata tra due estremi:

“Nei media mainstream si parla di prostituzione o per cronaca locale o per vittime di tratta. C’è una rappresentazione falsata, nelle mie inchieste è emerso che ci sono moltissime persone che invece decidono di fare sex work, quindi di lavoro deciso in maniera libera, autonoma, autodeterminata. Queste persone però di base non hanno voce, nella narrazione appunto dei media mainstream le prostitute sono o Goldigger, appunto le escort della Ruby Gate, oppure sono vittime da salvare”.

L’infettivologo Davide Moschese ha sottolineato che marginalità e clandestinità possono rendere più difficile proteggere la salute di chi lavora e dei clienti:

“Abbiamo dati tedeschi che ci dicono, per esempio, che durante la pandemia da Covid-19, quando appunto il sex work non era vietato, ma erano vietati gli assembramenti, si è verificata un'impennata netta delle infezioni sessualmente trasmesse, sia nei clienti che nelle operatrici del sesso. I dati sono in aumento in tutte quante le popolazioni, in tutte le identità di genere, in tutti i sessi assegnati alla nascita, a prescindere da quale sia poi l'orientamento sessuale. Gli ultimi dati del ECDC evidenziano un aumento dei casi di gonorrea del +300%, sifilide + 50%, clamidia oltre 200 mila casi in Europa. Questo perché oggi noi abbiamo una maggiore libertà sessuale da una parte e metodi di analisi molto efficaci dall’altra, ma ancora poca consapevolezza e prevenzione”.

Lo psicologo Giovanni Del Bene cita come grave in questo contesto la cancellazione dell’educazione sessuale nelle scuole per un diffuso moralismo e afferma:

“Se vogliamo parlare di etica e di morale, sostenendo che sia sbagliato fare sex work, allora quante altre cose moralmente sbagliate dovremmo impedire? La fame e povertà dei bambini, i lavoratori sfruttati, lo stipendio dei giovani e così via. Se dobbiamo fare un discorso etico, facciamolo davvero, ma facciamolo su tutti i fronti”.

L’Esperto Risponde: dal dibattito all’assistenza concreta

Nell’ultima parte del talk il dibattito si sposta sull’esperienza di “L’Esperto Risponde”, il servizio gratuito avviato nel 2024 da Escort Advisor con professionisti in ambito penale, civile, fiscale e psicologico a disposizione delle escort iscritte al sito.

Ilia Comi, avvocata penalista e coordinatrice del progetto, ha raccontato i numeri del servizio: oltre il 50% delle richieste riguarda consulenze fiscali, quasi il 25% questioni penali, l’11,62% immigrazione, il 6,22% richieste civili e il 3,32% consulti psicologici.

È stato inoltre illustrato un canale telefonico, Linea Sicura, istituito da Escort Advisor per supportare le sex worker in situazioni di difficoltà.

“Mettere attorno allo stesso tavolo persone che normalmente parlano le une delle altre e farle finalmente parlare le une con le altre”.

L’obiettivo annunciato da Parietti all’inizio della trasmissione ha trovato espressione in un confronto anche duro, che ha reso visibili le divergenze e le domande ancora aperte.

Per approfondire: ATECO 96.99.92.

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